Mercoledi 12 dicembre 2018 22:11

Omicidio Bifolco, l’indagine svela: «Boss agevolò scatti del corpo martoriato»

02 febbraio 2017

NAPOLI - Il reggente del clan Puccinelli, F.P., 40 anni, si sarebbe interessato per dare massimo risalto mediatico all'omicidio di Davide Bifolco, ucciso al rione Traiano, la notte tra il 4 e il 5 settembre 2014, dallo sparo partito dalla pistola di un carabiniere. Il coinvolgimento dell'uomo emergerebbe, secondo quanto rivelato da un collaboratore di giustizia, nella diffusione di alcune foto del corpo del ragazzo, scattate nell'istituto di medicina legale del II Policlinico, e rese pubbliche dalla famiglia qualche giorno dopo la tragedia. La salma era sequestrata, ad esclusiva disposizione della magistratura.

I familiari di Davide Bifolco diffusero tre foto choc nelle quali era visibile un foro di proiettile, all'altezza del cuore, che la famiglia sosteneva fosse quello di uscita, circostanza poi smentita dalle analisi balistiche. Le immagini vennero postate sul profilo Facebook della sorella e si diffusero velocemente sul web. L'identità dell'autore degli scatti è al momento ancora sconosciuta.

Le dichiarazioni del pentito sono contenute nell'ordinanza di custodia cautelare eseguita martedì mattina dai carabinieri che hanno arrestato, nel Rione Traiano, 88 persone ritenute appartenenti al clan Puccinelli, nell'ambito di una maxi operazione antidroga. Tra gli 88 arrestati, oltre al reggente del clan, figura anche Arturo Equabile, il giovane che i carabinieri stavano cercando la notte in cui Davide Bifolco morì.

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