Giovedi 13 dicembre 2018 12:36

Napoletani scomparsi in Messico, il legale: «Individuati i responsabili»

11 giugno 2018

NAPOLI - «Dai fascicoli delle indagini condotte dalla Procura messicana sulla scomparsa dei tre napoletani in Messico, emergono fatti chiari e trasparenti: i responsabili ora hanno dei nomi e dei cognomi e anche la vicenda è stata ricostruita perfettamente. La verità é a portata di mano». Lo ha annunciato l'avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie dei tre scomparsi di cui non si hanno ormai più notizie dal 31 gennaio scorso.

La ricostruzione dei fatti

Antonio Russo e Vincenzo Cimmino furono prelevati da alcuni poliziotti in prossimità di un distributore e condotti in una località di montagna dove ad attenderli c'era il vice capo della polizia di Jalisco, Hilario Farias Mejia, e don Angel, personaggio del posto piuttosto noto, ritenuto legato alla malavita locale, che viene descritto in maniera precisa dai poliziotti: «Era a bordo di un suv rosso senza targa, ben vestito e con un dente di platino». Emergono altri particolari, dalle 22 pagine dei verbali dell'inchiesta sulla sparizione dei tre. I due cugini stavano cercando Raffaele Russo, padre di Antonio e zio di Vincenzo, sparito nel nulla qualche ora prima. E' grazie a un messaggio whatsapp di Antonio, inviato al fratello Francesco, che ora si sta battendo come un leone per avere notizie dei suoi congiunti, che si è venuti a conoscenza del coinvolgimento di agenti della polizia locale almeno nelle sparizioni di Antonio e Vincenzo. Secondo quanto emerge dai verbali degli interrogatori dei quattro agenti arrestati, tre dei quali rinviati a giudizio, una volta arrivati all'appuntamento don Angel avrebbe anche fatto capire di sapere dove si trovasse Raffaele. Agli agenti infatti dice: «Ora li prendiamo, li portiamo dov'è l'altro italiano».

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