Sabato 20 ottobre 2018 16:04

Camorra, a vent’anni dall’omicidio di Gennaro De Simone arriva la verità. Due arresti


NAPOLI - Sono state eseguite nella giornata di oggi due ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Napoli, sotto richiesta della Direzione distrettuale antimafia. I carabinieri della compagnia di Pozzuoli, infatti, hanno eseguito le ordinanze del giudice a carico di V.G. e C.A. - vicini al clan puteolano dei Beneduce Longobardi e già detenuti per associazione camorristica - nell'ambito dell'assassinio di Gennaro De Simone, avvenuto il 5 gennaio del 1997 a Pozzuoli.

A vent'anni di distanza si scopre la verità: quell'omicidio fu un agguato perpetrato intenzionalmente e che si collocava nella faida fra i clan Beneduce Longobardi e Sebastiano Bellofiore, attivi nella città di Pozzuoli.

V.G. e C.A. sono ritenuti i diretti responsabili dell'assassinio di De Simone, avvenuto nel quartiere di Monteruscello, in via Verga nel '97, a due passi da un circolo presso il quale si riunivano i gregari del clan rivale, e il cui gestore venne ferito all'avambraccio destro e alla gamba sinistra. In quell'occasione non erano ancora noti i particolari che nel corso degli anni hanno rivelato i collaboratori di giustizia e che fino ad oggi hanno permesso di ricostruire le reali dinamiche dei fatti.

Inizialmente si pensava che De Simone fosse finito nel mirino dei killer a causa della sua parentela con un altro membro di rilievo del clan Beneduce Longobardi. Una pista del tutto errata, che è stata poi smentita in via definitiva dai collaboratori di giustizia, che hanno spiegato ai magistrati che in realtà la vittima era da poco divenuta l'autista personale di uno dei massimi esponenti del clan cui si presupponeva fosse vicino solo per legami di parentela e che sarebbe stato il vero obiettivo di quell'agguato.

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