Domenica 16 dicembre 2018 07:01

Omicidio a Chiaia, il killer aveva il casco. Matarazzo ripeteva: «Mi uccideranno»
Nuovi sviluppi nella vicenda dell'omicidio in viale Maria Cristina. Spunta un supertestimone che avrebbe visto la scena dell'assassinio.

30 novembre 2016

NAPOLI - Nuovi sviluppi nelle indagini sull'omicidio di viale Maria Cristina, avvenuto nella notte di lunedì. Ci sarebbe un supertestimone, secondo quanto riferisce Il Mattino, che avrebbe visto l'assassino di Vittorio Matarazzo. Il killer, di corporatura normale, con un casco semintegrale e vestito di nero, avrebbe sferrato il colpo di grazia alla carotide quando la vittima era già a terra. Una coltellata, inferta di netto, con una freddezza non comune. Il testimone sarebbe una persona che abita nello stesso stabile di Matarazzo. Ma potrebbe esserci un altro elemento d'ausilio alle indagini: le riprese di un impianto di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso la scena. Tra ipotesi e nuove evidenze, c'è una certezza che va consolidandosi con il passare delle ore: l'omicida non è uno sprovveduto. Ha pianificato tutto nei particolari. Dalla posizione dove attendere la vittima, tra i rami che coprono la scalinata che dalla stazione della Cumana portano al civico 3, all'orario dell'omicidio, intorno alle 19,30, poco prima della partita del Napoli, quando le strade erano deserte.

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Sgozzato sotto casa con una coltellata alla carotide

 

«Prima o poi mi ammazzano»

«Prima o poi mi ammazzano, ho alzato un polverone» sono le parole di Vittorio Matarazzo, riportate da Il Mattino, che l'uomo avrebbe ripetuto più volte agli amici più stretti prima di essere ucciso. La vittima era inquieta, sapeva che qualcuno avrebbe potuto fargli del male. Stava muovendo mari e monti per scoprire la dinamica della morte del padre. «Mio padre è stato ucciso, voglio giustizia per mio padre e non avrò pace fino a quando non vedrò il colpevole sotto processo», diceva. La Procura aveva riaperto le indagini, archiviate mesi fa, dopo le sue denunce, indagando però su un'ipotesi di falso in relazione ad uno dei documenti riconducibili alla scomparsa dell'anziano genitore.

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