Domenica 16 dicembre 2018 09:08

Buon compleanno Eduardo Scarpetta – padre “genetico” di mezza Napoli!


Oggi, 13 marzo, è l’anniversario della nascita del più grande attore e autore del teatro napoletano: Eduardo Scarpetta. Visto come punto di riferimento dell’arte e creatività napoletana, Eduardo non è stato solo il padre spirituale di questa, bensì anche quello genetico. Ebbene sì! Eduardo Scarpetta, si sposò con Rosa De Filippo nel 1876 (la quale, tra l’altro, da giovane, era stata tra gli amori del re Vittorio Emanuele II) ma ebbe anche altre amanti: tra cui Luisa De Filippo (nipote della moglie), la maestra di musica Francesca Giannetti, e Anna De Filippo, sorellastra di Rosa. Dal matrimonio con la moglie, Eduardo ebbe due figli: il primo, Domenico, fu riconosciuto da Scarpetta ma probabilmente non era suo, bensì di Vittorio Emanuele II, e Vincenzo. Un’altra figlia, Maria, nacque, sempre durante il suddetto matrimonio, ma dalla relazione di Scarpetta con Francesca Giannetti. Dalla relazione con Luisa De Filippo, nacquero niente di meno che Eduardo, Peppina e Titina De Filippo. Mezzo teatro napoletano. Dalla relazione con Anna De Filippo nacque, invece, il poeta Ernesto Murolo, padre del cantautore napoletano d’eccellenza Roberto Murolo. Quindi, praticamente, si può dire che Eduardo Scarpetta è il padre di Napoli. Non avrei mai potuto di poterlo dire ma, solo in questo caso, “viva l’infedeltà”.  

  Biografia: Eduardo Scarpetta nasce a Napoli il 13 marzo 1853. Fin dall’età di quindici anni lavorò nel teatro. A quel tempo lo fece soprattutto per aiutare la sua famiglia che, a causa delle pessime condizioni di salute del padre, Domenico Scarpetta, soffriva la fame. Fu quindi attore per la compagnia teatrale di Antonio Petito di cui dicvenne capocomico nel 1879, vantando un forte successo soprattutto grazie alla sua interpretazione di Felice Sciosciammocca. Successivamente lascerà il Teatro Carlino, non contento della nuova direzione di Davide Petito. Trascorse, quindi, un breve periodo a Roma, nella compagnia di uno dei più celebri Pulcinella dell’epoca, Raffaele Vitale. Nel 1878 fa ritorno al San Carlino e ottiene grande successo con “Don Felice maestro di calligrafia”. Nel 1880, grazie a un prestito di 5.000 lire dell’avvocato Severo, aprì e rinnovò il Teatro San Carlino e iniziando una stagione incredibile di successi, raggiungendo fama e molto denaro, in particolare con "'Na Santarella", commedia inscenata al Teatro Sannazzaro che trascinò e coinvolse tutta Napoli. Fu con gli incassi della commedia che Eduardo si fece costruire una villa sul Vomero, chiamata Villa La Santarella. La celebre facciata della villa recita: “Qui rido io!”. È da tutti conosciuto come l’autore di “Miseria e nobiltà”, alla cui celebrità ha contribuito anche la magnificente interpretazione di Totò, nella trasposizione cinematografica del 1954.  La fortuna smise di sorridergli con la fondazione del Teatro Salone Margherita (nella Galleria Umberto I) che costò molto, troppo alle sue tasche. Per rispondere all’esigenza economia, Eduardo diede avvio a suo Cafè- chantant, ma il colpo di grazia glielo diede un altro artista, Gabriele d’Annunzio, a causa del dramma “La figlia di Iorio”. Eduardo fu querelato dallo scrittore per aver rappresentato a teatro, senza permesso, una parodia dell’opera. La sua carriera da commediografo si interrusse, nonostante la causa vinta. Nel 1909 si ritirò dalle scene.  Morì il 29 novembre del1925.   © Riproduzione riservata