Mercoledi 07 novembre 2018 02:19
Diario Partenopeo

Notizie ed Eventi della citta' di Napoli


«Lassate fa ‘o guaglione»: storia del ponte che strabiliò l’Europa


E' il 1828 quando Francesco I di Borbone, Re delle Due Sicilie, decide di realizzare il suo progetto più ambizioso: la costruzione di un ponte ferroso sospeso, sul fiume Garigliano. All'epoca, di strutture del genere ne esistono ancora pochissime, in Francia, in Austria, in Inghilterra. A febbraio il sovrano incarica l'ingegnere di stato Luigi Giura di provvedere alla costruzione del ponte, e il Giura, dopo un breve viaggio nei paesi già dotati delle strutture, presenta il suo progetto: a maggio dello stesso anno, dopo una gara d'appalto limitata esclusivamente a ditte duosiciliane, iniziano i lavori. L'Europa intanto resta a guardare, pronta a bacchettare e a sollevare dubbi e perplessità sulla riuscita dell'opera, perchè nel frattempo quei pochi ponti sospesi disseminati nel Vecchio Continente iniziano a mostrare problematiche strutturali dovute alla scarsa elasticità del ferro: in Inghilterra viene chiuso il Dryburgh sul Tweed, e la stessa cosa accade in Austria, mentre in Francia, a Parigi, il ponte di Navier addirittura crolla, abbattuto dalle raffiche di vento.

Sul trono di Napoli siede adesso Ferdinando II, primogenito di Francesco, deceduto nel 1830. Si racconta che un giorno, sull'onda delle infelici sorti degli altri ponti sospesi, qualcuno fece notare al Re che forse sarebbe stato meglio interrompere i lavori di costruzione per non vedere anche quello sul Garigliano chiuso come i suoi «colleghi» inglesi o austriaci o peggio ancora crollato come in Francia. E che Ferdinando, con calma serafica, abbia risposto, semplicemente, «lassate fa 'o guaglione», riferendosi ovviamente all'ingegner Giura. Scelta testarda, forse azzardata ma lungimirante, perchè 'O guaglione, intanto, aveva studiato e messo  a punto nuovi metodi per aumentare la resistenza del ferro, ed aveva fatto produrre dalle fonderie calabresi di Mongiana una lega al nichel, procedendo poi all'irrigidimento delle travi di sostegno per mezzo di una macchina da lui stesso progettata. A lavori ultimati, il ponte continua a restare chiuso per circa dieci giorni, mentre in Inghilterra, dalle colonne del The Illustrated London News, si maligna sarcasticamente che nessuno, nel Regno, avesse voglia di testarne la sicurezza. Il 4 maggio 1832 invece, è  il Re in persona a collaudare la struttura, mettendosi alla testa di due squadroni di lancieri a cavallo e sedici carri pesanti di artiglieria per il viaggio inaugurale. Sulle rive del fiume è assiepata una folla composta da ambasciatori, militari e gente comune accorsa dai paesi vicini, mentre Ferdinando II dà ordine alle batterie di passare il ponte più volte, prima al trotto, poi al galoppo, infine alla carica. A collaudo ultimato la struttura, manco a dirlo, non mostra il benchè minimo cedimento, 'o guaglione aveva vinto la sua sfida.

L'atto conclusivo del ponte è datato 14 ottobre del 1943, quando l'esercito tedesco in ritirata verso la linea Gustav, dopo aver fatto transitare uomini, carri e panzer, lo fa saltare in aria per rallentare l'avanzata degli Alleati. Restaurato alla fine degli anni Novanta, il ponte oggi non è più in funzione ma è comunque possibile visitarlo, in gruppi di massimo 25 persone, quasi un affronto a questo esempio di avanguardia tecnico-costruttiva che vincendo critiche, pessimismo e diffidenza era riuscito a strabiliare l'Europa intera.

© Riproduzione riservata