Mercoledi 07 novembre 2018 01:36
Diario Partenopeo

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I sedili di Napoli, alla scoperta delle origini della politica napoletana


Pochi conoscono l'antica organizzazione della città, se non molti la ignorano. E' il caso dei sedili di Napoli che hanno caratterizzato l'amministrazione cittadina per un lungo periodo storico, dal 1200 al 1800, periodo, poi, che nel corso del tempo è stato trascurato e gettato in qualche modo nell'oblio. Ma i sedili fanno parte della nostra storia. Riconoscibili dalla forma quadrata con all'interno una piccola sala per le riunioni più strette e una sala adibita alle assemblee, erano dei parlamenti rappresentativi nei quali si riunivano i nobili delegati di vari rioni che gestivano attribuzioni amministrative, giuridiche e politiche. Inizialmente erano sette, ognuno dei quali aveva il proprio stemma ed erano il sedile di Capuana, detto anche Capoana, il cui nome deriverebbe dalla presenza della potente famiglia Capuano.

Il suo stemma, un cavallo frenato d'oro messo di profilo in campo azzurro con corona trifogliata d'oro e per sostegni due cavalli di oro diviso di argento. Aveva la sua sede in via dei Tribunali. Il sedile Montagna, chiamato così in quanto è situato nella parte più alta della città, trovandosi in via dei Tribunali dinanzi alla chiesa di Sant'Angelo a Segno. Il suo stemma raffigura tre monti verdi in campo argento con una corona trifogliata d'oro e per sostegni due Saraceni, per ricordare la vittoria ottenuta dai napoletani nell'anno 504. Il sedile Forcella, successivamente accorpato con quello di Montagna. Chiamato così per la vicinanza della Scuola di Pitagora, che usava come emblema la lettera biforcata Y, per cui sullo stemma uno scudo troncato d'oro e rosso caricato di una Y in nero. Il motto del seggio era: "Ad bene agendum sumus" ovvero "Siamo nati per fare il bene". Il sedile Nilo, chiamato così per la presenza della statua del Fiume Nilo e in memoria dei commercianti Alessandrini che vi abitavano. Negli scritti è indicato col nome di seggio di Nido. Inizialmente era posto al centro del largo Corpo di Napoli, presso la statua del Nilo, poi fu spostato presso il convento di Santa Maria Donnaromita. Lo stemma, un cavallo nero sfrenato in campo oro, una corona trifogliata d'oro e per sostegni a destra un mantenitore con la corona d'alghe, lunga barba e un'anfora che versa acqua su un coccodrillo, a sinistra un cavallo d'oro diviso di nero.

Il sedile di Porto, detto così perché si trovava vicino all'antico porto di Napoli. In epoca antica era un seggio extramoenia. Lo stemma rappresenta il gigante mitologico Orione, figlio di Nettuno, esperto nella lavorazione dei metalli, o anche il leggendario nuotatore-marinaio Niccolò Pesce. Era visibile in via Mezzocannone, poi trasferito in via Medina davanti alla chiesa di San Diego all'Ospedaletto. Il sedile di Portanuova, chiamato così perché, durante il periodo greco, le mura di cinta della città furono allargate e fu costruita una Porta Nuova nelle vicinanze del mare. Ultimo seggio, il sedile del Popolo che fu costruito nel XIII secolo, ma abbattuto nel XV secolo. Era il sedile che rappresentava il popolo non aristocratico della città. Non aveva alcun potere, i rappresentanti potevano solo riferire delle lamentele del popolo, ma partecipava attivamente alle feste di piazza o alle processioni religiose. I rappresentanti erano scelti quasi sempre tra la classe mediana, cioè medici, letterati, giuristi, notai e commercianti. Il suo stemma era semplice, uno scudo troncato d'oro e rosso caricato di una P (Populus) in nero, successivamente la P divenne C (Civitas).

Ognuno di questi sedili rappresentava, quindi, il cuore pulsante delle attività amministrative, giuridiche e politiche della città e gli stemmi di tutti i seggi sono visibili tuttora in piazza San Gaetano di fianco al campanile della chiesa di San Lorenzo Maggiore, luogo dove si riunivano gli eletti dei seggi dei nobili Purtroppo la storia dei sedili è stata dimenticata, nonostante un loro grande merito fu quello di rifiutare l'inquisizione spagnola e quindi i loro ordinamenti politici e militari dando vita a numerose rivolte popolari, tra cui la celeberrima rivolta di Masaniello. Da qui nasce la nostra politica, da queste sette amministrazioni, ognuna con il proprio stemma e le proprie tradizioni. Una forma embrionale delle municipalità. E allora a noi oltre che ammirare pezzi di storia di una delle città più ricche a livello di patrimonio artistico, storico e culturale, non resta che conservarne la memoria.

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