Sabato 20 ottobre 2018 14:27

Semplicemente Gragnaniello, emozione all’Augusteo per “Neapolis Mantra”

15 marzo 2017

La parola energia non può essere esclusiva dei giovani musicisti e lo ha ben dimostrato Enzo Gragnaniello al pubblico dell'Augusteo durante lo spettacolo di ieri sera. Il cantautore partenopeo ha portato sul palco "Neapolis Mantra", uno spettacolo che ha ripercorso una carriera lunga 40 anni mirata sin dai suoi esordi a riscoprire le radici popolari della musica e della canzone napoletana. Più di due ore di musica hanno coinvolto la platea con uno show omonimo dall'album del 1998, dal quale è tratto l'incipit del live. Aperto lo spettacolo con"Heraklion", Gragnaniello scoperchia sinuosamente il baule dei ricordi con "Vieneme" e "Misteriosamente" per poi tornare al punto di partenza con "Il canto". Scaldato il pubblico, prosegue con "Uocchie ca me guardate", "Vasame" e "L'aria è cattiva", canzoni che conducono al primo momento di vera emozione: archi affilati e i cuori caldi per "Passione", "Cu' mme" e "Senza voce".

Scattano grandi applausi quando partono le prime note di "'E criature", ultimo brano prima dell'ingresso di Dulce Pontes, l'ospite d'onore della serata. La cantante portoghese esegue magistralmente "'O mare e tu", la canzone nata dalla penna di Gragnaniello per lei e Bocelli. Il padrone di casa le chiede con devozione di dedicare al pubblico un pezzo al pianoforte. Ancora forti applausi quando la Pontes si congeda con "Canção do mar" e la richiesta di un bis è inevitabile. Enzo rimane solo sul palco e senza sosta inizia a scavare nello scrigno di un repertorio in cui le sonorità moderne si fondono con le melodie classiche. Dopo "Creta", è il momento di un messaggio a Salvini con "L'erba cattiva". La batteria prosegue con "Songh'io", "La bella vita", il grande classico "Indifferentemente", "Cummanna 'o sole", "Stu Criato" e "Notte sera e matina", una riflessione su come la depressione possa diventare una piaga silenziosa. Gli applausi per l'imminente fine del live diventano incontenibili. "Lo chiamavano viento 'e terra", brano inedito che farà parte del suo prossimo album, "Rosè", "Donna" e "la città delle razze" mettono la parola fine a una serata che sarà a lungo, in modo indiscusso, indimenticabile.

© Riproduzione riservata