Martedi 18 dicembre 2018 18:39

Metropolitana di Capri, il progetto nasce tra speranze e polemiche
Il progetto è stato presentato il 28 febbraio ad Anacapri. L'opera costerebbe più di 100 milioni e risolverebbe i problemi di Anacapri ma i detrattori non mancano

10 marzo 2018

Quattro o cinque stazioni, almeno 1,7 chilometri di linea per congiungere il porto di Marina Grande con il parco giochi di Anacapri. La prima metropolitana insulare d'Italia sta per essere realizzata a Capri. Un esperimento di mobilità inedito se si eccettua la linea di Catania, costruita in Sicilia, un'isola di dimensioni decisamente superiori. L'infrastruttura è stata presentata nella sede del Comune di Anacapri lo scorso 28 febbraio. I due sindaci dell'isola azzurra hanno reso pubblico il documento definitivo dello studio di fattibilità dell'opera realizzato dallo Studio Sintagma di Perugia. Entrambi si sono mostrati favorevoli all'infrastruttura che permetterebbe di includere il comune di Anacapri nelle dinamiche turistiche che caratterizzano il centro di Capri. La metropolitana, infatti, servirebbe soprattutto alla comunità collinare dell'isola. Nonostante le bellezze paesaggistiche e storiche, la parte alta dell'isola non riesce ad attirare le migliaia di turisti che, durante l'anno, raggiungono il porto di Marina Grande.

Le cinque possibili soluzioni (Sintagma)

Le cinque ipotesi

L'azienda perugina, in ossequio alle direttive dell'amministrazione ha messo sul tavolo cinque possibili alternative. La prima prevede i capolinea in corrispondenza delle Ondine e del parchetto giochi di Anacapri. La linea sarebbe lunga 1840 metri con un dislivello del 15 percento. Il neo principale è l'assenza di una stazione nel centro di Capri, a servizio della storica Piazzetta. Il secondo progetto prevede il capolinea "basso" in corrispondenza del porto turistico di Capri. Dal punto di vista del tracciato rappresenta la soluzione che permetterebbe di servire la Piazzetta e piazzale Europa. I dubbi sono legati alla lunghezza della linea (2700 metri) e alla posizione della stazione del porto, posta a distanza degli attracchi, con il rischio di congestionare un'area già oberata dal traffico pedonale consistente dei mesi di punta. La terza alternativa (2450 metri) prevede le stesse criticità della prima. Ma ha come punto di forza la facilità di realizzazione e la centralità della stazione del porto che verrebbe posta in corrispondenza del Fortino, a due passi da traghetti e aliscafi. La quarta possibilità di far partire la linea da piazzale Europa in direzione di Anacapri, sfruttando il tratto già esistente della funicolare. Il problema, in questo caso, sono i 360 metri che dividono la piazzetta dalla stazione, distanza che dovrebbe essere abbattuta grazie ad un tapis roulant o un people mover. La quinta ipotesi è far partire una funicolare che, dalle Ondine, giunga fino a piazzale Europa dove i treni trasporterebbero i viaggiatori fino ad Anacapri. Una soluzione complessa che permetterebbe però di porre la stazione di partenza a due passi dagli attracchi.

Un'opera da cento milioni di euro

Alle cinque soluzioni sul tavolo si aggiungolo almeno altre cinque varianti che prevedono l'allungamento della linea fino al municipio di Anacapri o la modificazione del tracciato in modo da renderlo più utile ai bisogni dei turisti. I tecnici di Sintagma hanno previsto due diverse possibilità di lavorazione. Una è l'uso della talpa meccanica, l'altra è lo scavo convenzionale. Le gallerie misurerebbero un diametro di 4,20 metri nella singola via di corsa e 6,77 in corrispondenza degli incroci. Si tratta di un'opera di non facile realizzazione. A parte della pendenza, c'è da fare i conti con l'assenza di grandi aree di cantiere per logistica e stoccaggio, gli immobili di pregio in superficie e l'impossibilità di usare esplosivi a causa della conformazione geologica dell'area. I lavoratori durerebbero tra i 1350 e i 1370 giorni, quasi quattro anni. Il costo dell'opera varia tra i 101 e i 104 milioni di euro. Per l'esercizio occorrerebbero almeno 18 impiegati con i costi totali che si assesterebbero tra gli 1,7 e i 2 milioni di euro l'anno. Se la nuova metropolitana piace tanto alle amministrazioni, i capresi sono divisi. In molti temono che la nuova linea possa snaturare l'isola, minando la vocazione al turismo elitario. A Capri si discute da anni sul numero chiuso e sulla possibilità di limitare il turismo di massa nei mesi estivi. Un'opera del genere, secondo gli oppositori, non farebbe altro che incentivare il fenomeno.

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